La Brexit è dietro l'angolo, ma c'è il sole e il lavoro non manca

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Brexit1Riprendiamo le redini di una nostra rubrica molto seguita, "Visti da Nord". Una sorta di diario-testimonianza da parte di mantovani che vivono all'estero, a nord dell'Italia, per necessità o scelta.

Cristiano Ferrarese - scrittore, sindacalista, insegnante, libero pensatore, portiere d'albergo, operaio... e tanto altro ancora - vive a Bristol, in Inghilterra, da tre anni e gli abbiamo chiesto di descriverci l'Inghilterra negli anni della Brexit. Ecco il terzo resoconto, nel giorno in cui l'Inghilterra sarebbe dovuta uscire dalla Ue, ma è tutto rimandato.

BRISTOL (UK), 29 mar. - Da alcuni giorni, su Bristol, splende un sole inusualeLa temperatura è apprezzabile. Non piove da settimane. È una grande novità. L'inverno è stato mite. È nevicato solo una volta.  Nell'aria non si avverte alcuna tensione. Si lavora. Si torna a casa. Si esce. Si vive.

Eppure la data del non ritorno è vicina, anzi vicinissima. Venerdì 29 marzo. Brexit. Usciremo dall'Unione Europea. Forse.

Come? Non si sa ancora. Theresa May brancola nel buio, tra sconfitte in parlamento e proposte di proroga di alcuni mesi.

Il Labour, partito a cui sono iscritto ha aperto finalmente all'ipotesi del secondo referendum, rischiando, però, di perdere voti nelle zone del nord, depresse e favorevoli ad un'uscita in ogni modo.

Una decina di deputati (8 laburisti e 3 conservatori) hanno lasciato loro partiti, per formarne uno centrista contrario a Brexit. Non credo avranno una lunga vita, considerata la legge elettorare inglese e soprattutto la loro irrilevanza politica.

Non mi auguro un "no deal" (nessun accordo).

Sarebbe un suicidio sociale ed economico.

Ritornerebbe gli spettri della guerra in Irlanda.

Ci sarebbe una caduta verticale della produzione industriale e non solo con la fuga già dichiarata delle multinazionali che godono di regimi fiscali agevolati ma nello stesso tempo garantiscono centinaia di migliaia di posti di lavoro.

Per ora mi godo il sole. Il lavoro non mancaGli stipendi sono buoni. La qualità della vita è più che accettabile. Io sorrido. Non posso fare altro. Meno male.

Cristiano Ferrarese

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