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Retribuzioni, da luglio divieto di pagamento in contanti

Lavoro Retribuzione Contanti1MANTOVA, 10 lug. - Si fa seguito alla nostra Newsletter generale 21-2018 del 23 maggio scorso, per ricordare che dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o i committenti non potranno più corrispondere la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa, in contanti al lavoratore.

È quanto prevede la legge di Bilancio 20181 che obbliga le imprese, a prescindere dalla tipologia del rapporto di lavoro instaurato, ad avvalersi di una banca o di un ufficio postale per l'erogazione degli emolumenti dovuti. Le novità riguardano i rapporti di lavoro subordinato, indipendentemente dalla durata e dalla modalità dello svolgimento della prestazione lavorativa, le collaborazioni coordinate e continuative ed i contratti di lavoro instaurati da cooperative con i propri soci.

In caso di violazione, il legislatore ha previsto una sanzione amministrativa pecuniaria da € 1.000 a € 5.000.

Il fine della norma è quello di contrastare il fenomeno della corresponsione al lavoratore di una retribuzione inferiore rispetto a quella stabilita dalla contrattazione collettiva di riferimento. L'obbligo di pagamento della retribuzione/compenso (o loro anticipazioni) tramite sistemi tracciabili è stato introdotto al fine di tutelare i lavoratori/collaboratori. La finalità antielusiva della norma risulta avvalorata anche dalla ulteriore previsione2 in base alla quale la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce prova dell'avvenuto pagamento della retribuzione.

La consegna della busta paga, pertanto, assumerà esclusivo effetto ai fini della ancora vigente Legge n. 4/1953 che prevede per i datori di lavoro l'obbligo di consegnare, all'atto della corresponsione della retribuzione ai lavoratori dipendenti, un prospetto di paga. La violazione a tale obbligo risulta soggetta a sanzione amministrativa.

In assenza di specifiche indicazioni, si ritiene che rientrino tra le somme soggette al pagamento tracciabile, oltre alla retribuzione mensile, le mensilità supplementari e tutti gli importi di natura retributiva previsti dal contratto applicabile al rapporto di lavoro.

Qualche dubbio sussiste in merito a quanto il lavoratore possa ricevere senza un diretto collegamento alla remunerazione di prestazioni rese. Ad esempio, gli anticipi di cassa per fondo spese, i rimborsi spese ed altre somme corrisposte al lavoratore, diverse da quelle contrattuali, si ritengono escludibili dall'obbligo di tracciabilità. Naturalmente il problema si pone nella misura in cui i rimborsi vengano corrisposti al di fuori del cedolino paga. Sarebbe, comunque, auspicabile un intervento da parte dell'INL per fornire un chiaro indirizzo agli organi di vigilanza.

La retribuzione/compenso (e loro anticipi) dovrà essere corrisposta ai lavoratori, da parte dei datori di lavoro (o committenti), tramite banca/ufficio postale utilizzando uno dei seguenti mezzi:
â–ª bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
â–ª strumenti di pagamento elettronico;
â–ª pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro ha aperto un c/c di tesoreria con mandato di pagamento;
▪ emissione di assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, ad un suo delegato. Viene considerato comprovato l'impedimento qualora il delegato sia: il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a 16 anni.

L'INL3 ha precisato che il divieto in esame si intende violato quando:
▪ la corresponsione delle somme avvenga con modalità diverse da quelle sopra indicate;
â–ª il versamento delle somme dovute non sia realmente effettuato, nonostante l'utilizzo dei predetti sistemi di pagamento (ad esempio, nel caso in cui il bonifico bancario in favore del lavoratore venga successivamente revocato ovvero l'assegno emesso venga annullato prima dell'incasso);

Di conseguenza, ai fini della contestazione, è necessario verificare non solo che il datore di lavoro abbia disposto il pagamento utilizzando i suddetti strumenti ma che lo stesso sia andato a buon fine.

Sono esclusi dalla nuova modalità di pagamento della retribuzione:
▪ i rapporti di lavoro domestico e quelli comunque rientranti nell'ambito di applicazione del CCNL per gli addetti a servizi familiari e domestici, stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale;
â–ª i rapporti di lavoro instaurati con le Pubbliche Amministrazioni;

L'INL ha precisato che devono ritenersi esclusi dall'obbligo anche i compensi derivanti da borse di studio, tirocini, rapporti autonomi di natura occasionale.

I Professionisti e Collaboratori dello scrivente Studio sono a disposizione per gli approfondimenti che risultassero necessari.

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