Un 'New Deal' per una nuova Europa

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ParlamentoEuropeo Bandiera2Alle prossime elezioni europee il campo di 'battaglia' sembra voler contrapporre le forze populiste alle forze tecnocratiche, che questi ultimi anni hanno caratterizzato la politica Ue con provvedimenti basati sull'austerity.

Forze politiche come Movimento 5 Stelle e Lega, ritengono infatti che l'attuale assetto dell'Unione europea sia quello di una élite di burocrati assai distante dai problemi concreti dei cittadini.

Su questa premessa va ricordato come l'ex presidente della Commissione Europea, Josè Barroso dichiarò che, per uscire dalla recessione economica, fosse necessario abbattere il debito, definire il 'fiscal compact' e imporre l'obbligo di pareggio di bilancio pubblico per legge.

Da allora l'Europa si è sempre più allontanata dal concetto di "Comunità", lasciando spazio al freddo termine di "Unione".

Un'Europa che ha marcato i confini "unendo" le Nazioni più forti e dividendole dalle più deboli, attraverso 'colonizzazioni' mascherate da aiuti economici, come avvenuto ad esempio per la Grecia. Non per altro, ma quando al Ministro degli Esteri polacco Witold Waszczykowski fu chiesta la ragione della sua riluttanza ad aderire all'euro, la sua risposta fu: "Non vogliamo fare la fine della Grecia, che grazie all'euro è diventata una colonia tedesca".

Già nel 2012 il professor Stuart Holland affermava che il problema dell'Europa era la politica economica che sta facendo marciare il continente verso il disastro e verso la svalutazione di interi Paesi.

L'austerità espansiva che caratterizza da tempo questa Europa è di fatto una completa contraddizione in termini, e ad oggi non si percepiscono effetti positivi sull'economia.

Dopo queste attese elezioni, dunque, le forze in campo dovrebbero in primis pensare a un "New Deal" europeo, ovverossia, un piano di riforme economiche e sociali come quello che fu promosso dal presidente statunitense Roosevelt fra il 1933 e il 1937.

Solo cosi si potrebbe iniziare un percorso di ricrescita comunitaria collettiva. Al contrario, scelte emotive, populistiche e demagogiche porterebbero l'Unione Europea sull'orlo del baratro, verso una drammatica e inesorabile fine.

(s.t.)

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