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L'espressione artistica deve porsi dei limiti?

NitschHermann1Sangue e carcasse ancora calde di animali in mostra a Palazzo Ducale. L'annunciata programmazione della mostra dell'artista viennese Hermann Nitsch la prossima primavera nella reggia gonzaghesca sta scatenando, come prevedibile, numerose polemiche.

A reagire e chiedere che la mostra venga annullata ben 27 associazioni animaliste che hanno scritto una lettera alla Soprintendenza: "ci sembra assurdo - scrivono nella lettera - e totalmente inaccettabile che vengano pubblicizzate e sostenute iniziative che si basano sulla sofferenza altrui e vogliamo sperare che l'autorità cittadina preposta vieti questa infamia. Chiediamo alla Soprintendenza dei beni culturali di annullare o non autorizzare la mostra e chiediamo altresì una posizione seria ed irrevocabilmente contraria da parte del sig. sindaco, dei destinatari della presente lettera aperta e della città di Mantova. Ci preme ricordare che la legge 189/2004, agli artt. 544 bis/ter e quater vieta, rispettivamente, l'uccisione, il maltrattamento e lo sfruttamento di animali per spettacoli".

Il direttore di Palazzo Ducale, Peter Assmann austriaco come Nitsch, interpellato dal Fatto Quotidiano sembra non escludere una retromarcia, anche se non lo dice chiaramente: "Cosa rispondo alle proteste delle associazioni animaliste? Nulla. Nei prossimi giorni mi confronterò con l'Associazione Moz-Art, che ci ha proposto la mostra, e decideremo il da farsi. Certo la situazione è difficile e non ho intenzione di andare a sbattere la testa contro il muro".

In mezzo alla polemica ci sta Nitsch, un artista 80enne esponente del cosiddetto "Azionismo viennese" che utilizza litri e litri di sangue e carcasse ancora calde di animali appena macellati per mettere in scenza le Aktion tanto discusse. Secondo gli animalisti si tratta di crudeltà e sono pronti a protestare ogni volta che una sua mostra viene solo annunciata. Come successe, ad esempio, nel 2015 a Palermo.

In quell'occasione Nitsch rispose pubblicamente agli animalisti scrivendo una lunga lettera a Repubblica. Una lettera in cui, in sintesi, diceva di amare gli animali e di rispettarli. "La mia filosofia - scrisse - rispetta gli animali: essi sono parte del mio amore per tutta la natura e per tutto il creato e arricchiscono la mia vita, così come quella di mia moglie". Precisò di essere "un drammaturgo e lavoro ad una nuova forma 'd'opera d'arte totale' (Gesamtkunstwerk), affinché una sorta di festa religiosa ne celebri l'esistenza. Un drammaturgo non può non confrontarsi col tragico, con la morte e, in effetti, uno sguardo alla storia dimostra che è così, a partire dall'antica tragedia fino ad arrivare al presente, includendo anche il mito della passione cristiana. L'arte ha a che fare con i tabù. Tratto col più profondo rispetto la carne e il sangue dei corpi degli animali che vengono uccisi e tagliati a pezzi dagli uomini [...]. Nel mio teatro l'animale morto viene consacrato e diviene forma d'arte [...]. Il mio teatro e la mia arte si confrontano con ciò che è concreto, direttamente con la realtà e il colore che viene versato dalla pittura è vero e reale, così come la carne e il sangue del teatro d'azione: la mia arte si interessa a ciò che c'è dentro i nostri corpi, alla sostanza fisica della carne e del sangue". "Ciò significa che questi animali erano già stati uccisi a scopo alimentare prima della mia azione. Dopo che impieghiamo la carne per la performance teatrale, la mangiamo: l'animale ucciso viene dunque utilizzato due volte, per l'arte e per il nostro nutrimento".

Insomma, una mostra che fa già discutere ancor prima di essere allestita merita un sondaggio da parte dell'Altra Mantova, anche perché ci sembra che sull'argomento le opinioni siano differenti e ognuno avrà le proprie motivazioni a sostegno. C'è un aspetto artistico della vicenda, ma ce n'è anche un altro etico e morale. L'arte di Nitsch può piacere o meno, indipendentemente dalle implicazioni morali che porta inevitabilmente con sé. Ma certo non è facile, in questo caso, liberare il giudizio artistico dagli altri aspetti. Insomma, l'espressione artistica deve porsi dei limiti morali ed etici o può (deve?) anche essere crudele? E chi decide qual è il confine da non passare, sempre che possa esisterne uno quando si parla d'arte? Animalisti vegani e vegetariani a parte, chi contesta l'arte di Nitsch nella forma adducendo motivazioni di tipo etico e morale e poi si ciba regolarmente di carne animale è ipocrita o sensibile? Quindi noi non diamo giudizi e rispettiamo ogni opinione, ma attendiamo di conoscere i vostri pareri al riguardo.

(e.s.)

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