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Fake news, un problema che è diventato europeo

ParlamentoEuropeo Bandiera2Le fake news stanno animando il dibattito politico italiano ma a tutti gli effetti sono un tema che preoccupa sempre più anche l'Europa.

A dimostrazione di questo crescente interesse europeo nei confronti del tema, ci sono una serie di azioni recenti messe in campo dalle istituzioni comunitarie.

In particolare, il 13 novembre la Commissione Ue ha avviato due importanti iniziative: una consultazione pubblica sulle notizie false e la disinformazione online, e ha istituito un gruppo di esperti ad alto livello che rappresenta il mondo accademico, le piattaforme online, i mezzi d'informazione e le organizzazioni della società civile. Tutto ciò, nelle sue intenzioni, dovrebbe contribuire alla definizione di una strategia dell'Ue per contrastare la diffusione di notizie false, che sarà presentata nella primavera del 2018. Basterà tutto questo ?

Oggi il 60% della popolazione che naviga in rete ha dichiarato di essere incappato più volte in una fake news, per poi accorgersi nel tempo che si trattava di una menzogna abilmente pilotata. Per comprendere bene il pericolo, bisogna pensare che per il 62% degli italiani la rete attualmente è la principale fonte per ricercare notizie. Ovviamente, una stessa persona utilizza diversi modi per tenersi informato, ma su tutti prevale la rete in quanto è considerata di facile consultazione e di immediata fruizione.

È interessante notare come l'utilizzo del web in questo settore sia crescente di anno in anno, il che fa presupporre che nei prossimi anni queste percentuali continueranno ad aumentare. Pertanto è inevitabile ritenere che il problema della "falsa comunicazione nel web" sia una tematica molto importante e che difficilmente sarà regolamentata nel breve periodo.

I cittadini hanno però le idee chiare in proposito e il 65% ritiene che, anche se è legittimo che la rete sia libera da vincoli, non è corretto utilizzare il web per diffondere falsità e quindi c'è bisogno di una legislazione specifica. Il 52% è favorevole alla possibilità di punire con multe o addirittura con il carcere (dipende dalla gravità del contenuto delle fake news) chi genera bufale web, il 55% condivide l'ipotesi di creare un'authority specifica, o meglio un centro di coordinamento, che possa intervenire nei casi in cui una falsa comunicazione possa inquinare la formazione della libera opinione.

Se la rete, quindi, ha avuto il suo grande appeal nella popolazione proprio per il fatto di essere una piattaforma aperta alle idee di tutti, oggi gli stessi internauti ne evidenziano i limiti, il cattivo uso e le strumentalizzazioni.

È inevitabile che l'utilizzo del web continui ad aumentare nei prossimi anni. Probabilmente bisognerà intervenire cercando di non diminuire la libertà di espressione. Ma la presa di coscienza della gravità del problema da parte degli internauti è un primo passo importante che fa intravedere una luce.

(s.t.) 

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