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Mercoledi, 17 Gennaio 6:52:pm

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Città del Sole Mantova

Vaccini, un obbligo che divide il paese

Vaccino Bambini3L'obbligatorietà vaccinale era stata di fatto lasciata cadere alla fine degli anni '90 quando il vincolo era scritto sulla carta ma nessuno pretendeva e controllava che fosse rispettato.

In quel periodo la situazione del 'gregge' era sicura, non c'era alle viste alcuna emergenza, e dunque ci si poteva affidare al buon senso collettivo delle famiglie.

Ora che molto è cambiato - si pensi ai quattromila casi di morbillo di cui diversi letali - l'Italia, come del resto molti altri Paesi, è tornata all'obbligatorietà, decisione che suscita continue e vivaci proteste da parte dei «no-vax» che vedono in questa operazione solo un favore fatto alle case farmaceutiche.

Minacce, proteste, e addirittura aggressioni - a luglio alcuni deputati sono stati a lungo inseguiti e aggrediti da un gruppo di attivisti cosiddetti no-vax - alimentano nel paese un clima di tensione e confusione in ossequio ad una mentalità dietrologica e complottista che i social network potenziano ogni giorno. 

I «no-vax», i «no-Tav», come qualunque altro movimento «no», hanno poi costituito buona parte della base di consenso in una certa frangia politica di opposizione. Al contrario, una linea politica istituzionale, governativa, d'ordine, che non poteva non essere a favore dei vaccini e della obbligatorietà della loro somministrazione, ha trovato nel Governo e nei suoi alleati gli interpreti più coerenti. 

Insomma, dentro e fuori Montecitorio si sono contrapposte due fazioni, divise non tanto e non solo dal credo politico, ma ben più profondamente da due visioni della vita e della società.

Quel che più colpisce è però il rancore che divide quei due fronti, e l'apparente impossibilità di dialogo.

È una spaccatura che non può lasciar tranquilli perché non porta nessun bene ad un Paese insicuro e in difficoltà come il nostro. Sarebbe meglio che i diretti interessati e tutta la classe politica si rendessero conto di quanti pericoli, diretti e indiretti, questa divisione contenga.

(s.t.)

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