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Pieve di Coriano, cittadini preoccupati per il futuro dell'ospedale

PieveDiCoriano Ospedale IncontroComitato-22MarzoPIEVE DI CORIANO, 22 mar. - Un centinaio i presenti alla serata promossa dal Comitato per la tutela e la valorizzazione dell'ospedale di Pieve di Coriano, che si è svolta giovedì 21 marzo presso il teatro S. Carlo di San Giacomo delle Segnate.

Dall'insieme di interventi, dei componenti del Comitato, ma poi anche del pubblico, è emersa la profonda preoccupazione per il futuro dell'ospedale, non solo in quanto oggetto di un progressivo impoverimento generale negli ultimi dieci anni, ma anche perché le richieste di attrezzature, personale e servizi cadono di regola nel vuoto.

Per il Comitato sono intervenuti: Roberto Pedrazzoli, medico geriatra, già sindaco di Villa Poma; Laura Pradella, già presidente del Consiglio provinciale di Mantova, fisioterapista; Daniela Besutti, presidente del Comitato, già sindaco di Pieve di Coriano; Adriana Chiodarelli, già sindaco di San Giacomo delle Segnate e, al termine, l'avvocato Francesco Magnoni, vice presidente del Comitato.

"Siamo pazienti di serie B, e stiamo per perdere la pazienza. Da dieci anni registriamo riduzione del personale, dei posti letto, dei finanziamenti, delle attrezzature, e abbiamo pronto soccorso al minimo delle forze. Tutto questo, a fronte di professionalità importanti, di alto livello, che si trovano costrette a lavorare in condizioni che non permettono di fornire le migliori prestazioni, e che tuttavia si impegnano al massimo, condividendo un forte senso di appartenenza con tutto il personale".

"Dei finanziamenti che partono da Roma o da Milano - hanno sostenuto dal Comitato - arrivano solo le briciole, e non sempre. Eppure l'ospedale economicamente è in attivo. Nonostante questo, se chiediamo personale o attrezzature, i soldi non ci sono. Da anni chiediamo la risonanza magnetica, e le prestazioni sono tante che in un solo anno il costo sarebbe coperto. E' una battaglia che è stata condivisa da enti e istituzioni di tutto il territorio. Senza ottenere nulla".

La soluzione, sostenuta da tutti gli amministratori del territorio, è quella di riconoscere formalmente il presidio di Pieve come Interregionale. La volontà degli abitanti è certificata dai numeri: sono ben un terzo del totale, i pazienti dell'ospedale di Pieve che provengono da Emilia Romagna e Veneto. "Molti di questi - sostengono ancora dal Comitato - preferiscono arrivare al pronto soccorso in auto, anche se in condizioni gravi, prendendosi tutti i rischi del caso, perché se chiamassero l'ambulanza li porterebbero negli ospedali della loro Regione che per loro sono più lontani e scomodi, rispetto a Pieve. Invece di cogliere questa richiesta, e implementare il personale, chi potrebbe cambiare le cose continua a fare orecchie da mercante".

"C'è una delibera regionale del 2015 votata all'unanimità che approva il progetto di interregionalistà per il nostro ospedale ma non si è mai riusciti a far incontrare le tre Regioni su questo tema. Nel 2017 abbiamo chiesto al sottosegretario Faraone di aprire un tavolo con le tre regioni per discutere il progetto. Abbiamo fatto decine di incontri con varie istituzioni. Non si è mai mosso nulla.

Siamo stanchi di parole, vogliamo i fatti, vogliamo che il nostro ospedale funzioni, vogliamo che funzioni bene. Ne va della qualità della vita dei 100.00 cittadini che fanno riferimento all'ospedale di Pieve".

Alberto Borsari, sindaco di Borgo Mantovano, in cui ha sede l'ospedale Destra Secchia, ha rivolto un accorato appello ai cittadini a far sentire la propria voce partecipando alle iniziative del Comitato.

"Svegliamoci, le battaglie non si fanno su facebook! Gli incontri come questo dovrebbero essere gremiti di cittadini preoccupati per la propria salute e pronti a dare battaglia. Il nostro problema endemico sono le infrastrutture, pessime e carenti. Di conseguenza perdiamo le aziende, i posti di lavoro, quindi gli abitanti se ne vanno e a mano a mano chiudono le scuole e gli altri i servizi. Non contiamo niente né per Roma, né per Milano, e ormai nemmeno per Mantova. Se non siamo noi a far sentire la nostra voce, a farci vedere presenti e compatti nel difendere i nostri interessi, nessuno lo farà per noi".

La posizione espressa dal Comitato ha trovato il sostegno del pubblico, che ha visto presenti diverse professionalità dell'ospedale di Pieve tra cui il direttore di ostetricia e ginecologia Giulia Pellizzari con la coordinatrice ostetriche Elena Crestani; i medici del reparto di Medicina Raffaele Ghirardi, Adriano Moi, Paola Montagner.

Alcuni di loro hanno portato le proprie testimonianze:

"Dover andare a Mantova per fare degli esami che non possiamo fare a Pieve, perché non abbiamo le attrezzature, per gli anziani è spesso un viaggio della speranza.

Ormai da anni stiamo assistendo a una emorragia silenziosa: di personale e di attrezzature che non vengono sostituiti. Ci troviamo a mendicare quello che invece è un diritto: come possiamo prestare assistenza adeguata senza le necessarie attrezzature? Le poche che arrivano sono quelle acquistate per iniziativa delle amministrazioni locali insieme ai cittadini e alle associazioni del territorio. Siamo allo sfinimento. E il silenzio dell'Azienda è assordante".

Interessante l'osservazione di Alberto Ruberti, delegato di Confindustria per l'Oltrepo' Mantovano: "si lascia credere di evitare una spesa per far risparmiare l'azienda, ma la dis-efficienza costa molto di più. La spesa per la risonanza magnetica, o per qualunque attrezzatura, verrebbe ripagata in breve tempo grazie alle numerose prestazioni che si fornirebbero ai cittadini. Invece il costo per i mezzi di trasporto, la loro usura, i viaggi, il consumo delle strade, l'inquinamento conseguente, per non parlare dell'impatto di questo trambusto sulla salute del paziente, sono tutti costi 'a perdere'. Ecco perché la dis-efficienza costa molto di più, ma si finge di non saperlo. Ergo, se si vuole risparmiare davvero bisogna investire".

Alla serata erano presenti i consiglieri regionali Alessandra Cappellari e Andrea Fiasconaro (l'altra consigliere mantovana, Antonella Forattini, era assente per altri impegni), i quali si sono entrambi resi disponibili a sostenere la battaglia del Comitato in favore dell'ospedale di Pieve.

La consigliere Cappellari ha comunicato di aver presentato un Odg per l'acquisto della Risonanza per Pieve, che è stato recepito dal nuovo direttore generale dell'Azienda Poma, il quale avrebbe avviato le procedure. Si tratterà ora di seguire l'iter, per vedere se andrà a buon fine.

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