Baby gang e risse in città, Baschieri (Fi) chiede 'pugno duro ma anche progetti di recupero sociale per i minorenni'

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PoliziaStatale Volante Notte2MANTOVA, 21 lug. - Ok al pugno duro contro i membri delle 'baby gang' che da qualche tempo stanno imperversando in città, ma serve anche un progetto serio di recupero sociale dei minorenni coinvolti in questi episodi.

A chiederlo è il consigliere di Forza Italia Pierluigi Baschieri dopo l'episodio della rissa sviluppatasi sabato notte in piazza Virgiliana fra due bande di ragazzini, tre dei quali sono finiti al pronto soccorso per farsi medicare.

"Se fossimo a Milano - dice Baschieri - forse non ci faremmo nemmeno caso, ma a Mantova i continui episodi di microcriminalità dovuti al ripetersi di azioni criminose da parte di minorenni e di giovanissimi maggiorenni iniziano a preoccupare le famiglie". Baschieri ritiene che in una città piccola come Mantova e con oltre 450 occhi elettronici a sorvegliarla "risse, furti, atti di vandalismo e minacce sono intollerabili".

Evidentemente "quello della videosorveglianza - sostiene il consigliere forzista - non è un deterrente sufficiente per giovanissimi conapevoli della loro impunibilità".

Baschieri si rivolge, in particolar modo, agli assessori Rebecchi (sicurezza) e Caprini (welfare): "serve sicuramente il pugno di ferro per individuare gli autori dei ripetuti reati, ma serve anche un progetto di recupero sociale. Sono giovani spesso abbandonati a loro stessi ed al loro destino che non hanno alternative alla strada. Troppo soli e troppo distanti dalla scuola".

La politica, secondo Baschieri "non può e non deve nascondere la testa sotto la sabbia di fronte al disagio minorile. In questi anni è cresciuto in maniera esponenziale, non è un caso l'innalzamento dei minori seguiti dal Consorzio Progetto Solidarietà Sociale".

In tal senso, la richesta di Baschieri è chiara: "costruire sin da subito un progetto che coinvolga i giovanissimi che si sono resi protagonisti di questi fenomeni di devianza sociale, le loro famiglie, le rispettive scuole (se frequentate) ed i servizi sociali/minorili. Unico obiettivo recuperare ragazzi che un domani potrebbero andare ben oltre ai reati legati alla microcriminalità".

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