Blitz antimafia dei Carabinieri, un arrestato si rifugiava in una cascina di Piubega

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Carabinieri Elicottero5MANTOVA, 15 gen. - Blitz notturno dei Carabinieri di Palermo e Mantova che hanno dato esecuzione al fermo di indiziato di delitto, emesso dalla DDA di Palermo, nei confronti di 2 persone ritenute responsabili di associazione mafiosa. Arrestati, inoltre, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare altre 2 persone per estorsione aggravata.

Fra le persone raggiunte dai provvedimenti restrittivi anche Giuseppe Benigno catturato in una cascina in località San Cassiano nel comune di Piubega, dove l'uomo si era rifugiato dopo che due sicari a bordo di uno scooter e travisati da caschi integrali, il 2 dicembre 2019, fra le strade di Belmonte Mezzagno (PA) gremite di passanti, avevano cercato di ucciderlo esplodendo contro di lui 9 colpi d'arma da fuoco, di cui solo due lo colpivano in maniera non mortale.

Le indagini portate avanti dai Carabinieri hanno documentato come Benigno fosse un soggetto "intraneo" alla famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno, "che operava in contatto - si legge nella nota dei Carabinieri - con i vertici del mandamento e della famiglia mafiosa facente capo a Salvatore Francesco Tumminia: agevolando la commissione dei reati fine dell'associazione quali le estorsioni; coadiuvando i sodali nel controllo del territorio; agevolando i contatti e gli incontri con gli appartenenti alle varie famiglie mafiose; inserendosi nella risoluzione delle problematiche interne all'associazione".

Le indagini, iniziate nel territorio di Palermo, hanno documentano i nuovi assetti e le dinamiche criminali della famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno (PA) all'indomani dell'Operazione dei Carabinieri "Cupola 2.0" (4 dicembre 2018), a seguito della quale erano stati arrestati, tra gli altri, gli uomini d'onore al vertice del mandamento mafioso di Misilmeri – Belmonte Mezzagno.

Al vertice della cosca, dalla fine del 2018, quindi, Salvatore Francesco Tumminia, da poco tornato in libertà dopo essere stato condannato per associazione mafiosa a seguito dell'operazione Perseo (16 dicembre 2008), condotta sempre dai Carabinieri.

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