Posate le Pietre d'Inciampo in memoria dei Levi, contro ogni negazionismo della violenza nazifascista

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Mantova PietreInciampo Posa1MANTOVA, 11 gen. - L'artista tedesco Gunter Demnig ha posato, ieri pomeriggio davanti alla casa di via Principe Amedeo, tra i numeri civici 40 e 42, quattro pietre d'inciampo con i nomi di Enea Samuele Levi, di Elide Levi e delle loro figlie, la ventiquattrenne Silvana e la quattordicenne Luisa, la più giovane deportata ebrea da Mantova.

Alla cerimonia, insieme a molti cittadini, sono intervenuti il sindaco Mattia Palazzi, il presidente della Comunità Ebraica Emanuele Colorni, e Silvana Levi Dayaghi.

Le pietre d'inciampo fanno parte di un progetto per contrastare ogni forma di negazionismo della violenza nazifascista che è partito dall'artista tedesco Gunter Demnig e che riguarda la costruzione di un mosaico diffuso in tutta Europa. Iniziativa dei discendenti di Franco Levi, l'unico sopravvissuto della famiglia Levi di Mantova.

Mantova PietreInciampo Posa2Più di 50 mila pietre sono già state posate in molti paesi d'Europa nei luoghi in cui vissero le vittime delle persecuzioni razziali e politiche. Ogni sampietrino reca inciso il nome e il cognome della persona che si vuole ricordare, la data della nascita, quella della deportazione e, per quanto possibile, quella dell'assassinio.

Anche Mantova, dunque, è entrata nel novero delle città europee che fanno parte di questo progetto che richiama al dovere di conoscere e alla responsabilità di prendersi cura del ricordo di donne, uomini, bambini che il nazismo e il fascismo hanno cercato di cancellare.

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