'Covid-19 clinicamente non esiste più'. Le repliche a Zangrillo, Locatelli esprime 'sconcerto', Richeldi: 'No a messaggi fuorvianti, virus circola ancora'

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LocatelliFrancoMedicoROMA, 01 giu. - Hanno scatenato una serie di reazioni dal mondo scientifico le dichiarazioni rilasciata alla trasmissione di Rai 3 'Mezz'ora in più' dal professor Zangrillo, direttore della terapia intensiva dell'ospedale San Raffaele di Milano, secondo il quale il coronavirus "dal punto di vista clinico non esiste più".

La prima reazione è arrivata in serata dal professor Luca Richeldi, direttore di Pneumologia al Policlinico Gemelli di Roma e membro del Comitato tecnico-scientifico: "Il virus circola ancora - ha detto Richeldi - ed è sbagliato dare messaggi fuorvianti che non invitano alla prudenza. E' indubitabilmente vero e rassicurante il fatto che la pressione sugli ospedali si sia drasticamente ridotta nelle ultime settimane. Non va scordato che questo è il risultato delle altrettanto drastiche misure di contenimento della circolazione virale adottate nel nostro Paese". Quindi abbassare la guardia adesso sarebbe sbagliato. Richeldi spiega anche ad AdnKronos che "è bene ricordare che la circolazione virale è un processo dinamico, per cui la gradualità e la cautela nella ripresa delle attività economiche e sociali devono rimanere la nostra priorità. Soprattutto alla luce delle riaperture del 3 giugno". E aggiunge: "Del resto, basta vedere come purtroppo la situazione sia molto diversa in Paesi, come Russia, Messico o India, nei quali queste misure non hanno potuto essere così efficaci e non hanno dato i confortanti risultati che vediamo nel nostro Paese".

Parla di "sconcerto" per le dichiarazioni di Zangrillo il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del Comitato tecnico-scientifico. "Non posso che esprimere grande sorpresa e assoluto sconcerto per le dichiarazioni rese dal professor Zangrillo con frasi quali il 'virus clinicamente non esiste più' e che 'terrorizzare il Paese è qualcosa di cui qualcuno si deve prendere la responsabilità'. Basta semplicemente guardare al numero di nuovi casi di positività a SARS-CoV-2 che vengono confermati ogni giorno per avere dimostrazione della persistente circolazione in Italia del nuovo coronavirus".

Locatelli prosegue e ricorda che "Aver incrementato di molto i posti di terapia intensiva - spiega - è un merito enorme del sistema sanitario nazionale, poiché ha permesso di offrire una risposta clinica a tanti malati che altrimenti non avrebbero potuto essere adeguatamente curati. Inoltre, questi posti rimarranno disponibili per chi in futuro ne avrà bisogno anche per situazioni cliniche diverse da Covid-19".

Per Locatelli, "dovremmo tutti rallegrarci che le misure di lockdown abbiano prodotto gli effetti sperati contenendo la diffusione epidemica con risparmio di tante vite umane. Questo risultato inconfutabile deve spingere a continuare sul percorso della responsabilità dei comportamenti individuali, da non disincentivare attraverso dichiarazioni pericolose che dimenticano il dramma vissuto in questo Paese. E' altrettanto chiaro, anche a occhi non esperti, che la gestione clinica dei malati è certamente oggi facilitata dal minor numero di casi rispetto a quelli osservati nei giorni di picco e da quanto si è imparato in questi mesi. Questi sono i fatti concreti - chiosa - il resto opinioni personali".

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