Governo, obiettivo rilancio degli investimenti ma InvestItalia è ancora fermo

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TriaGiovanni3ROMA, 21 apr. – Il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha ribadito che l'obiettivo cardine del governo è il rilancio degli investimenti, anche se i nuovi istituti previsti dall'esecutivo per accelerare la realizzazione delle opere marciano a rilento.

Solo pochi giorni fa è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del presidente del Consiglio del 15 febbraio per la costituzione della cabina di regia Strategia Italia, presieduta dallo stesso premier e composta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, dai ministri dell'Economia, Trasporti, Ambiente, del Sud e degli Affari regionali, nonché dal presidente della Conferenza delle regioni, Unione delle province e Anci. La cabina di regia ha preso il via lo scorso 18 aprile e ha assunto le prime decisioni.

La struttura di missione InvestItalia, introdotta nella legge di bilancio e fortemente voluta dal premier Conte è invece ancora in fase di composizione. Il decreto per l'istituzione del nuovo organismo tecnico è stato firmato sempre il 15 febbraio dal premier ma la procedura per la costituzione va molto a rilento. Su InvestItalia c'era stata più di una frizione all'interno del governo tra il titolare dell'Economia e il ministro dei Trasporti Toninelli sulla collocazione istituzionale, poi risolta dal premier prevedendo che l'organo politico ma anche quello tecnico sarebbero stati alle dipendenze della presidenza del Consiglio.

InvestItalia ha il compito di supportare il premier nel coordinamento delle politiche in materia di investimenti pubblici e privati. Ad oggi, tuttavia, InvestItalia è ancora un titolo, una scatola vuota. Solo il 29 marzo sono stati pubblicati i bandi di selezione pubblica per l'individuazione di figure professionali da assegnare alla nuova struttura strategica. Il 13 aprile è scaduto il termine per la presentazione delle candidature.

Palazzo Chigi "cerca" un coordinatore della struttura, un dirigente generale, due dirigenti di livello non generale, 10 unità non dirigenti, un numero imprecisato di esperti "in possesso di specifica ed elevata qualificazione scientifica e professionale, di cui almeno due in possesso di specifica esperienza giuridico-economica nelle materie di competenza della struttura". Per gli esperti che saranno selezionati i compensi sono stati fissati dal decreto a livello complessivo, un milione e 190 mila euro l'anno.

I candidati saranno valutati da una apposita Commissione costituita da tre esperti, nominata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che potrà invitare i candidati più qualificati a un colloquio. Ma ancora non vi è traccia della Commissione di valutazione, tantomeno del decreto del premier per istituirla.

(askanews)

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