Relazioni Italia-Cina, nuovo scontro tra Lega e M5s

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ConteGiuseppe4ROMA, 14 mar. – Nuovo scontro all'interno del governo gialloverde: oggetto le complicate relazioni sull'asse Italia-Cina.

A far esplodere la polemica è la prevista firma di un protocollo d'intesa fra Italia e Cina relativo all'iniziativa strategica infrastrutturale della "Belt and Road" (o "Nuova Via della Seta"). Proprio martedì la Commissione europea ha adottato una comunicazione in cui si ricorda che Pechino è un "partner" dell'Ue, ma anche un "concorrente economico" e un "rivale sistemico".

Per questo serve "piena unità" tra i Paesi europei. Un richiamo che vale per tutti e in particolare per il governo italiano. Contro cui interviene il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani (Forza Italia). "Mi pare singolare – accusa – che chi si dice sovranista alzi le mani e si arrenda all'invasione cinese".

Nella maggioranza giallo-verde, una volta scoppiato il caso, le reazioni sono diverse. Il ministro pentastellato per lo Sviluppo economico Luigi Di Maio difende "un'opportunità per riequilibrare il livello di import ed export. Dobbiamo esportare di più verso la Cina". Di Maio assicura comunque che l'Italia "non vuole stravolgere gli assetti internazionali o nuove alleanze a livello geopolitico".

Da parte sua il titolare dell'Interno Matteo Salvini ribadisce la necessità di "stare molto, molto attenti" al rischio di "mettere a disposizione di investitori stranieri infrastrutture vitali per l'Italia, penso ai dati, alle reti, ai porti, agli aeroporti". Dunque "aprire nuovi mercati alle imprese italiane e agli imprenditori italiani è fondamentale, però bisogna tutelare l'interesse nazionale e la sicurezza nazionale". E a dire chiaramente la posizione è il capogruppo del Carroccio alla Camera Riccardo Molinari: "L'auspicio è che l'accordo non preveda investimenti cinesi in settori strategici nazionali".

Da parte sua, come d'abitudine, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte cerca di gettare acqua sul fuoco. "Noi – ha spiegato – aderiamo a questo progetto infrastrutturale chiamato in omaggio alla tradizione italiana 'la Via della seta', ma aderiamo con tutte le cautele necessarie. Siamo un Paese della comunità europea, collocato in un'alleanza tradizionale euroatlantica che ben conosciamo, e rimaniamo in questa prospettiva di alleanza. Semplicemente ci apriamo una strada interessante dal puto di vista commerciale, non è un rapporto vincolante ma un quadro che ci consentirà di valutare le opportunità che si offriranno".

L'opposizione, però, non intende mollare la presa sul tema. Oltre a Forza Italia, anche il Pd con Nicola Zingaretti va all'attacco. "E' l'ennesimo pasticcio di questa maggioranza, sarebbero serviti ben altri passaggi parlamentari e con gli alleati".

(askanews)

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